Página:Calixto Oyuela - Cantos de Leopardi.pdf/43

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che tutta rappresenta, nel cenno del capo, la maestá divina [1].
 Inoltre, i citati traduttori, impiegano chi cinque, chi sei, ed anche sette versi, per esprimere imperfettamente ció che Omero stupendamente ha detto in tre.
 Il Foscolo, impiega quattro versi endecasillabi, e traduce il pensiero di Omero, con tutto l'effetto imitativo, senza sopprimere un solo accento, senza aggiungere una sola virgola al testo greco.

Accennó i neri sopraccigli: al Sire
Saturnio i crini ambrosii s'agitarono
Sulla testa immortale, e dalle vette
Ai fondamenti n'ongeggiò l'Olimpo.

 I vocaboli delle altre lingue, corrispondenti ai termini greci, languiscono — come dice il Foscolo stosso — per l' impossibilitá di trasfondere in casi tutte le "minime idee accessorie": si arroge poi che il verso endecasillabo é molto lontano dall' esprimere la dignità dell' esametro.

 Quanto ho detto sin oca serve a dimostrare e provare con indescutibili ragioni che il signor Oyuela ha dovuto lotare tenacemente, fortemente col testo italiano; certe volte vincendolo, alcune volte atandogli a pari, e molte volte cadendo, per la impossibilità di poter trasfondere nell'idioma spagnuolo le "idee accessorie" che abbondano nel testo originale.

 Sono mende codeste che non fanno torto all'egregio traduttore; tanto più poì che, i versi da lui tradotti, appartengono a un dottissimo poeta, nella cui canzone non si trova una parola di ripiego, nè una frase ogiosa.
 È una poesia pittura.
 La traduzione del signor Oyuela l'abbismo riletta e confrontata più volte coll'originale, e l'abbiamo trovata accurata.
 Chi ci conosce, sa che non siamo abituati a nascondere i nostri sentimenti; anzi, certe volte la nostra franchezza sembra un pó rude, tanto è esplicita.
 Abbiamo notato delle pecche, e francamente noi le sottoponiamo allo stesso guidizio critico dell'egregio traduttore.

 Incominciamo dal principio.

 Il principio, lo dico schietto e netto, non mi piace.

  1. Virgilio soltanto seppe concentrare in un pendamentro, i tre esametri di Omero, scrivendo:
     Annuit, et totum nutu tremefecit Olimpum.